Sempre più Comuni ed enti pubblici italiani affidano a istituti di vigilanza privata la sorveglianza di musei, biblioteche, parchi, edifici comunali e infrastrutture sensibili. Un trend in crescita nel 2026, che però riporta al centro una domanda ricorrente: fin dove può spingersi una guardia giurata nell’esercizio del proprio servizio? La risposta, definita con precisione dalla normativa, è più stringente di quanto l’immaginario comune spesso suggerisca.
Un ruolo di presidio, non di sostituzione
Le guardie particolari giurate possono controllare gli accessi, monitorare i flussi di persone, intervenire su un allarme, effettuare giri ispettivi e, quando autorizzazione e contratto lo prevedono, operare anche in servizio armato. Non possono, invece, svolgere funzioni di polizia giudiziaria, procedere a identificazioni coattive o effettuare perquisizioni personali: attività riservate per legge a polizia, carabinieri e guardia di finanza. Un principio ribadito anche dalla Corte Costituzionale, che con la sentenza n. 226/2010 ha chiarito come la sicurezza urbana resti competenza esclusiva dello Stato.
Una qualifica precisa, un servizio regolamentato
La disciplina della vigilanza privata è definita dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, dal DM 269/2010 e dalle Linee guida ANAC n. 10/2018, che distinguono nettamente la vigilanza vera e propria dalla semplice guardiania. Le guardie sono dette “giurate” perché la nomina è approvata dal Prefetto e perché prestano giuramento prima di entrare in servizio; nell’esercizio delle funzioni assumono la qualifica di incaricati di pubblico servizio, con specifici obblighi, tra cui la denuncia dei reati perseguibili d’ufficio di cui vengano a conoscenza.
Collaborazione, non sovrapposizione
Il modello operativo resta quello della collaborazione con le Forze dell’Ordine, richiamato anche dal protocollo “Mille occhi sulla città” del Ministero dell’Interno: osservare, presidiare, segnalare tempestivamente. In caso di reato in flagranza, l’arresto è possibile solo negli stessi limiti previsti per qualsiasi cittadino, con obbligo di consegna immediata alla polizia giudiziaria. Un equilibrio che rende la vigilanza privata una risorsa concreta per la sicurezza dei luoghi pubblici, nel rispetto rigoroso dei confini stabiliti dalla legge.
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